(Finanza.com) Si chiamano Dim Sum Bond: obbligazioni emesse da società internazionali ma denominate nella moneta cinese, il Renminbi. Nel convegno “Renminbi Bonds: an attractive funding opportunity for Italian issuers”, lo studio legale Clifford Chance e la Fondazione Italia Cina hanno provato a spiegarne i vantaggi.
“Gli investitori cinesi hanno denaro da investire, ed è più facile che lo facciano in strumenti denominati in valuta cinese, perchè il RMB al momento non è ancora convertibile”, spiega Filippo Emanuele di Clifford Chance. “Molte imprese europee sono gà ricorse a questa forma di finanziamento: Bp, Bosh, Siemens, Volkswagen e altre. In Italia però nessuno ha ancora tentato questa strada”. I depositi in Renminbi nelle banche di Hong Kong sono balzati da 63 miliardi di a 550 miliardi dal 2009 alla prima metà del 2011: tutta liquidità potenzialmente impiegabile all’estero, soprattutto in vista di una internazionalizzazione della valuta cinese sempre maggiore, seppure graduale, e dell’interesse più volte dichiarato della Cina nell’investire in debito “occidentale”. Nel 2011 i Dim Sum Bond come strumento di investimento hanno avuto un enorme successo relativo: in questo mercato nascente le emissioni hanno infatti raggiunto i 18 miliardi di dollari (dai 6 miliardi del 2010), provenendo per oltre l’80% dall’Asia e solo per il 9% dall’Europa, dove Germania e Francia sono tra i principali emittenti.