In tempo di crisi le aziende tirano i remi in barca. Più che l’espansione del personale, quindi, l’obbiettivo diventa duplice: contenere i costi e riscuotere i crediti in sospeso dalle attività pre-crisi. Ecco perciò che le figure professionali più ricercate diventano quelle specializzate in questo tipo di attività: financial controller, CFO e credit manager. Tra i profili meno ricercati nel 2011 spicca invece la figura dell’ accountant, ritenuta più superflua in un contesto di consolidamento aziendale. Sono le conclusioni a cui è giunta la Salary Guide 2012 di Hays,  il gruppo internazionale specializzato nel recruiting. “L’insicurezza e la precarietà finanziaria – spiega Fabio Scarcella, manager di Hays – hanno provocato un mutamento nel modus operandi delle aziende che, accantonata momentaneamente la ricerca dei profili ritenuti poco “strategici”, si sono concentrate su figure specializzate nel minimizzare le conseguenze della crisi economica”.
“Le previsioni per il 2012 – conclude Scarcella – vedono un iniziale periodo di semi-stallo per almeno i primi sei mesi dell’anno, a causa dell’incertezza dei mercati finanziari internazionali. La ripresa del settore dipenderà dalle strategie economiche che verranno approntate a livello internazionale, ma una graduale ripresa è ipotizzabile della seconda metà del 2012”.
La conoscenza di una lingua straniera (in primis l’inglese e a seguire francese, tedesco e spagnolo) e la disponibilità alla mobilità territoriale, si confermano come requisiti fondamentali per il candidato ideale, in particolare per realtà internazionali che hanno un ruolo sempre più significativo nel business globale del mercato. Ma non va sottovalutata il peso crescente dei paesi BRIC, che fanno lievitare richieste per professionisti in grado di operare quotidianamente in cinese, russo e portoghese.

I professionisti del settore cercano una condizione lavorativa idonea alle specifiche esigenze ed aspettative, ma sono pronti ad affrontare nuove sfide, in Italia o all’estero pur di partecipare a progetti interessanti. Quasi 8 professionisti su 10 degli intervistati (78,9%) si dichiara disponibile a lasciare l’Italia: tra le mete più gettonate, Europa per l’65% e Nord America 17,4%, a cui seguono Sud America, Asia e infine Oceania.