Secondo i calcoli dell’INPS, diffusi ieri pomeriggio dall’agenzia di stampa Ansa, sarebbero ben 392 mila gli esodati, ossia quei lavoratori in uscita con i piani di ristrutturazione aziendale e che rischiano di restare senza stipendio e senza pensione dopo l’introduzione del decreto Salva Italia e il Milleproroghe. Tali cifre sarebbero state a conoscenza del Ministero già ai primi di giugno, ossia prima della firma del decreto che ha fissato in 65.000 la quota dei cosiddetti salvaguardati.

La replica del ministro

In serata è arrivata la risposta del Ministro, che ha evidenziato come si tratti di “Valutazioni non corredate da spiegazioni che hanno finito per ingenerare confusione e sconcerto nella pubblica opinione”. Dopo un incontro con il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua e il direttore generale Mauro Nori, Fornero ha scritto in una nota ufficiale di avere “manifestato ai vertici Inps la propria disapprovazione e deplorato la parziale non ufficiale diffusione di informazioni che ha provocato disagio sociale”.

Il ministro ha ribadito “la correttezza di quanto contenuto nel decreto già firmato dal ministro del Lavoro e dal ministro dell’Economia sui salvaguardati che, sulla base delle risorse finanziarie già stanziate, definisce il loro numero in 65 mila persone. Il governo, come scritto nel comunicato stampa congiunto Lavoro-Economia del 5 giugno è peraltro consapevole che il provvedimento non esaurisce la platea di persone interessate alla salvaguardia come, in particolare, i lavoratori per i quali sono stati conclusi accordi collettivi di uscita dal mondo del lavoro e che avrebbero avuto accesso al pensionamento in base ai previgenti requisiti – non prima del 2014 – a seguito di periodi di fruizione di ammortizzatori sociali. Il governo conferma l’impegno per questi altri lavoratori a trovare soluzioni eque e finanziariamente sostenibili”.