Dovrà essere il tribunale federale di San José, in California, a stabile se Facebook ha effettivamente violato dei brevetti di Yahoo!. Il motore di ricerca ha, infatti, citato in giudizio il social network di Mark Zuckerberg, prossimo alla quotazione in borsa, con l’accusa di avere violato dieci brevetti relativi ai sistemi pubblicitari via Internet. L’ennesimo capitolo della lotta sulla violazione dei brevetti che coinvolge sempre di più le società tecnologiche a livello internazionale.

L’accusa di Yahoo!

L’accusa di Yahoo! è che Facebook avrebbe violato i brevetti che riguardano il posizionamento e la comparsa di oggetti grafici legati ad annunci pubblicitari su una pagina web. In particolare Facebook avrebbe copiato la possibilità dei vari annunci pubblicitari di poter cambiare adattandosi alle preferenze espresse da un utente. In una nota, il motore di ricerca si è detto costretto ad andare per vie legali in quanto la questione con Facebook non trovava soluzione. Dal suo canto, Facebook ha detto di essere dispiaciuta di avere saputo del procedimento legale dagli altri media, considerando che le due società sono partner da lungo termine (l’inizio della collaborazione risale al 2009).

Molti analisti hanno letto la decisione di Yahoo! di citare in giudizio Facebook come una mossa disperata della società per mascherare la sua capacità di innovare, con pochi effetti positivi considerando che al titolo ha registrato solo variazioni limitate all’annuncio della causa.