Se la Grecia dovesse abbandonare il sentiero della moneta unica, visto che anche la Germania adesso sembra favorevole, cosa accadrebbe alle banche, ai cittadini, alla politica dello stato ellenico. Con una serie di “FAQ”, Il Post ha provato a definire lo scenario post-default

La Grecia arranca da qualche settimana per uscire dalla crisi economica. Oltre a dover far fronte a molte spese, adesso deve fare i conti anche con la frammentazione politica determinata dall’ultima tornata elettorale.

In Europa e in Germania soprattutto, si dà ormai per certo che la Grecia esca dall’euro. Ma cosa accadrebbe in questo caso? In primo luogo c’è da chiedersi se sia possibile, poi c’è da capire il destino riservato alla dracma e prendere in esame anche il futuro delle banche.

La possibilità che la Grecia esca dall’euro è reale ma se non si riuscisse a governare il passaggio alla nuova dracma, è ipotizzabile per il paese un’uscita dall’UE. La nuova moneta, infatti, anche se all’inizio potrebbe essere cambiata 1 a 1 con l’euro, dovrebbe poi subire una svalutazione. Il rischio è la fuga massiccia di capitali.

Com’è accaduto per Argentina e Russia, la svalutazione della moneta locale ha innescato una ripresa tutto sommato andata a buon fine.

Il discorso banche invece è più complicato perché gli istituti di credito, oltre a gestire il rapporto con i clienti privati, devono continuare ad interloquire con la BCE.