Atene non ha ancora fatto abbastanza: è il parere dell’Unione Europea, che ha sospeso gli aiuti da 130 miliardi di euro destinati ad evitare il default greco. Motivo: non ci sono sufficienti garanzie su come il premier Papademos intende coprire il buco da 325 miliardi di euro, ed è necessaria una promessa scritta sul fatto che le misure di austerity verranno portate avanti nei tempi stabiliti anche in caso di cambi di governo. Cambi che probabilmente avverranno il prossimo aprile, quando i cittadini greci saranno chiamati alle urne per le elezioni anticipate. La Grecia è messa quindi nuovamente alle corde, e Papademos potrebbe decidere, dopo aver inizialmente resistito all’idea, che l’unico modo per trovare i miliardi mancanti siano i tagli alle pensioni integrative e ai fondi pensione. Tutto pur di ottenere i preziosi aiuti prima della fatidica data del 20 marzo, quando la Grecia – in gravissima recessione, con Pil al -7% – dovrà rimborsare un’obbligazione da 14.5 miliardi di euro senza averne i mezzi. Quel giorno potrebbe segnare l’inizio del default ellenico ma l’Unione Europea non sembra preoccuparsi delle conseguenze sociali di questa situazione. “Siamo meglio attrezzati che in passato contro il fallimento di un Paese dell’area Euro”, avrebbe commentato il ministro delle finanze tedesco Schauble.
Intanto, però, i socialdemocratici del Parlamento europeo chiedono alla commissione speciale composta da esperti della Bce, del Fondo Monetario Internazionale e dell’Unione Europea (la “troika”) di riferire in commissione economica sulle decisioni prese riguardo ad Atene. Il gruppo dei socieldemocratici ha anche composto una “troika” alternativa a quella ufficiale, da inviare ad Atene nelle prossime due settimane, per valutare possibili alternative al severo piano imposto dall’Europa a Papademos.
Intanto, nessuna decisione dall’Unione Europea per la Grecia. L’Eurogruppo che doveva svolgersi oggi è stato sospeso e sostituito con una semplice conference call, in preparazione al prossimo appuntamento: l’Eurogruppo del 20 febbraio.