E’ accordo, infine, tra Eurogruppo, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale per la revisione dei parametri sul debito greco. Nella notte sono state concordate una serie di misure, che consistono principalmente nella riduzione dei tassi di interesse dei prestiti internazionali concessi ad Atene e nella dilazione nella scadenza dei prestiti stessi. Ciò, secondo i calcoli, dovrebbe rendere sostenibile un rapporto debito/Pil del 124% entro il 2020 (al posto della richiesta precedente al 120%), e del 110% entro il 2022, con l’auspicio che il rapporto si riduca al 175% entro il 2016. Bisogna in questo tenere conto che al momento il rapporto tra debito e prodotto interno lordo in Grecia è previsto al 170% nel 2012 e dovrebbe salire al 190% l’anno prossimo.

Si tratta perciò, come ha commentato Christine Lagarde, direttore del Fmi, di “una consistente riduzione se si considera l’andamento attuale del debito”. L’accordo raggiunto, ha detto Lagarde nel suo statement seguito alla conclusione del summit notturno con l’Eurogruppo, “si innesta sugli sforzi compiuti dal governo greco per portare avanti la politica fiscale e le riforme strutturali”.
“Oggi è un nuovo giorno per tutti i greci”, è stato invece il commento del premier ellenico Samaras, che ha così accolto i nuovi parametri più “sostenibili” per l’economia del Paese.

Via libera “politico” anche all’erogazione dei circa 44 miliardi di euro in aiuti che dovrebbero giungere alla Grecia entro fine anno. La luce verde definitiva verrà data formalmente il 13 dicembre dopo il voto parlamentare dei diversi Paesi dell’Unione Europea.