Risolvere le questioni politiche è un incentivo al miglioramento delle condizioni economiche di un paese vista la stretta relazione che intercorre tra mercati e politica.Ecco quindi che in Grecia, l’avvicendamento a Papandreou sta tenendo sotto scacco Atene. Quando Papandreou, ottenuta la fiducia con una maggioranza risicatissima ha deciso di lasciare la guida del paese, ci si è interrogati sul successore più credibile.

Da Bruxelles, però, è arrivato il placet per un governo di unità nazionale, come annunciato dallo stesso Papandreou ed è stato chiesto ai leader dei maggiori partiti del paese di stilare una lettera con gli impegni per uscire dalla condizioni di crisi.

Avere questo documento è un prerequisito per sbloccare di nuovo la sesta tranche di aiuti. Già deliberati alla fine dell’estate, sono stati poi congelati all’annuncio del referendum. Una volta fatto un passo indietro sulla consultazione popolare, è stato chiesto ad Atene il documento di programmazione.

Adesso Papandreou chiede ai suoi ministri di preparare la lettera di dimissioni per accelerare il processo di costituzione di un nuovo governo. Le parti politiche però stanno incontrando una serie di difficoltà sia sulla stesura della lettera d’impegni a cui alcuni si oppongono.

In più si tratta sulla nomina a premier di Lucas Papademos, ex vice presidente della Bce. Una voce autorevole in campo economico che potrebbe essere una garanzia per il paese nei confronti di Bruxelles.