La Grecia, stavolta, è stata più veloce dell’Italia nel raggiungere un accordo con le autorità svizzere per far sì che vengano allo scoperto i capitali ellenici custoditi nelle banche elleniche. Il governo di Atene, in questo momento, deve scongiurare una crisi dell’euro. 

A Roma si temporeggia ancora sull’accordo tra il nostro paese e la confederazione elvetica per fare in modo che i capitali italiani detenuti all’estero possano essere svelati, riportati nel nostro paese e tassati secondo la legge italiana.

Ma mentre a Roma si discute ancora su modi e tempi dell’accordo, la Grecia è già arrivata al dunque e lunedì si firmerà un accordo. In ballo ci sono circa 4 o anche 6 miliardi di euro che dalle banche elvetiche dovrebbero rientrare nei forzieri greci tramite la tassazione del 20-30 per cento sui capitali che rientreranno.

In pratica Atene ha proposto alla Svizzera di firmare un accordo come quello già siglato con la Germania e con l’Inghilterra. A questo punto sembra evidente che nel caso italiano il problema sia da attribuire ai parlamentari italiani che però, con l’ostruzionismo, rischiano di fare il giovo degli evasori.

L’accordo tra la Grecia e la Svizzera è in cucina dal lontano 2005 ma la firma è stata sempre posticipata dai politici che avevano essi stessi dei soldi custoditi in Svizzera. Ecco perché si teme anche per l’Italia.