Gli investitori non hanno accantonato il dossier Grecia. In un report diffuso questa mattina gli esperti di Citigroup hanno evidenziato come la probabilità che Atene possa abbandonare l’euro nei prossimi 12-18 mesi sono salite al 90 per cento.

“Tenendo in considerazione la crescente riluttanza da parte dei Paesi centrali a fornire un ulteriore sostegno alla Grecia e di fronte ai problemi del governo ellenico di implementare il programma esistente – si legge nel report della banca americana – le probabilità che la Grecia abbandoni l’euro nei prossimi 12-18 mesi è salita al 90%, dalla precedente stima compresa tra il 50% e il 75%”. Citigroup sostiene che la data più probabile per la cosiddetta grexit, come l’avevano ribattezzata qualche mese fa, avverrà nei prossimi 2/3 trimestri.

Gli economisti della banca Usa hanno rivisto anche le stime sul Pil della zona euro, alzandole dello 0,1% a -0,6% per il 2012 e limandole dello 0,1% a -0,9% per l’anno prossimo. “Il contagio da un’uscita della Grecia dall’Eurozona avrebbe un impatto negativo sull’attività economica – spiegano da Citigroup – soprattutto nei Paesi periferici”. E con le cattive notizie in arrivo dalla congiuntura economica la Bce potrebbe agire e procedere a un taglio del costo del denaro allo 0,5% nel terzo trimestre, probabilmente a settembre.

“Nel corso del quarto trimestre ci attendiamo un’ulteriore sforbiciata di uno 0,25% in entrambi i tassi” aggiungono da Citigroup. Per quanto riguarda le misure non standard, secondo gli analisti della banca d’affari la Spagna e anche l’Italia potrebbero richiedere il sostegno dell’Efsf/Esm, e la Bce potrebbe provvedere un nuovo Ltro.