Le Borse europee sono in caduta questa mattina dopo che il week-end non è servito a sbloccare lo stallo nelle trattative per la formazione di un nuovo governo in Grecia. All’incertezza di Atene si è aggiunta quella derivante dalla sconfitta della Cancelliera Angela Merkel nelle elezioni del Land più importante del Paese.

A Francoforte l’indice Dax cede l’1,75%, a Parigi il Cac 40 arretra del 2%, a Londra il Ftse 100 lascia sul parterre l’1,4%, a Madrid l’Ibex 35 segna un ribasso del 2,5%. Vendite diffuse anche a Piazza Affari: l’indice Ftse Mib cede oltre il 2% a 13.740 punti, mentre il Ftse All Share arretra del 2% a quota 14.790. Le tensioni si fanno sentire anche sull’obbligazionario, dove lo spread Btp-Bund si è portato sopra 410 punti base e il rendimento del bond decennale italiano è pari al 5,58%. I ribassi colpiscono in maniera trasversale tutti i settori e non solo quello finanziario. In Europa i cali sono guidati dal settore delle costruzioni e dei materiali, dalle banche e dai titoli del comparto delle risorse di base.

Contemporaneamente è tornato a crescere con irruenza lo spread tra Btp e Bund. Il differenziale di rendimento tra i titoli decennali dei due Paesi è salito questa mattina fino ai 430 punti base.

Da segnalare che questa notte la Cina ha nuovamente ridotto i coefficienti di riserve obbligatorie alle grandi banche commerciali con il fine di sbloccare fondi per sostenere la crescita. Si tratta del terzo taglio di 50 punti base negli ultimi 5 mesi. Dalla mossa, secondo quanto si apprende, verranno potenzialmente liberati 400 miliardi di yuan.