L’accordo raggiunto ieri notte all’Eurogruppo straordinario sulla sostenibilità del debito greco e lo sblocco di una nuova tranche di aiuti per il paese riduce il rischio di un immediato default e dell’uscita della Grecia dall’eurozona. A sostenerlo è l’agenzia di rating Fitch, che reputa l’intesa positiva anche per gli altri Stati della zona euro. “L’accordo può contribuire a rimettere il debito sovrano della Grecia in un percorso di sostenibilità”, il commento dell’agenzia Usa, “ma alcuni problemi centrali devono ancora trovare una risposta e il rischio legato alla messa in opera è elevato”.

L’accordo. Il piano di aiuti sul quale sono convenuti i ministri delle Finanze dell’eurozona, la Commissione Ue, Bce e Fmi dopo una riunione durata più di 12 ore prevede la riduzione di 10 punti base del costo delle garanzie che il Paese ellenico paga al fondo salva-Stati (Efsf), il taglio di 100 punti base degli interessi sui prestiti bilaterali con dilazione di 15 anni delle scadenze di questi, una moratoria di 10 anni sui tassi dei prestiti concessi dall’Efsf, lo slittamento di 10 anni del pagamento degli interessi sui titoli pubblici e aiuti per 43,7 miliardi di euro. Di questi, 34,4 verranno versati entro dicembre, mentre altri 9,3 saranno trasferiti in tre tranche nel primo trimestre 2013. Gli altri Stati, inoltre, rinunceranno agli interessi sui bond ellenici detenuti nel portafoglio della Bce versandoli a favore della Grecia su un conto bloccato. Grazie a queste misure e alle riforme avviate dal governo per il risanamento dei conti pubblici il debito greco, previsto al 190% nel prossimo anno, dovrà ridursi al 124% del Pil entro il 2020 (e almeno al 110% nel 2022). ”Tutto è andato bene“, il commento a caldo del capo dell’esecutivo greco Antonis Samaras, “tutti i greci insieme hanno lottato per questa decisione e domani comincia un nuovo giorno per tutti noi”.

Le questioni ancora aperte. L’accordo per Fitch “attenua la minaccia imminente di un default della Grecia sulle obbligazioni sovrane o sull’uscita dalla zona euro. Ciò è positivo per la Grecia e per gli altri Stati della zona euro. Questo accordo dovrebbe aiutare il debito sovrano greco a ritornare sopportabile, ma alcuni problemi centrali devono ancora trovare una risposta, e il rischio legato alla messa in opera è elevato”. L’agenzia di rating, infatti, si chiede “come sarà attuata la ricapitalizzazione delle banche greche e se l’iniezione di capitali sarà sufficiente ad assicurare la vitalità a lungo termine degli istituti di credito”.
Non vede affatto una vera soluzione alla crisi, invece, Alexis Tsipras, leader del partito d’opposizione Syriza: ”il governo aveva detto cose diverse in campagna elettorale e ha seguito poi una strategia di sottomissione”. “Era assente dalle trattative, dal dibattito, dal compromesso finale. I colloqui e le trattative si sono svolte tra Merkel e Lagarde e sono state loro due a raggiungere il compromesso. La soluzione non include un progetto di sostenibilità per la Grecia perciò non è una soluzione. L’unica via d’uscita è un grande cambiamento politico per il Paese che tutti aspettano e che sta per arrivare‘”.

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