Elezioni all’ultimo voto. Dopo i primi exit poll, che davano Nea Demokratia e Syriza in perfetta parità, le prime proiezioni ufficiali evidenziano uno scarto, seppur minimo, tra i due schieramenti politici. Il centrodestra avrebbe conquistato il 29,5% delle preferenze, mentre la sinistra radicale sarebbe al 27%. Il Pasok (centrosinistra) sarebbe fermo al 12,5%. Ad Atene si scontravano due visioni differenti del futuro greco, che tengono con il fiato sospeso il mondo intero e specialmente l’Eurozona. Da una parte Nea Demokratia di Antonis Samaras, il partito conservatore preferito dai leader europei, e Syriza di Alexis Tsipras, che non è contraria all’uscita dall’euro ma ad una revisione radicale degli accordi siglati con la Troika in cambio degli aiuti internazionali.

Secondo i primi calcoli, qualora venissero confermate le proiezioni, il fronte pro euro avrebbe la maggioranza assoluta nel Parlamento ateniese. Infatti, sommando i seggi di Nea Demokratia (che avrebbe il premio di maggioranza pari a 50 seggi) e del Pasok, si arriverebbe ad un totale di 159 seggi sui 300 totali. I leader dell’Eurozona nelle prossime ore dovrebbero collegarsi in conference call per tirare le somme sulla tornata elettorale greca, soprattutto in vista del G20 che parte domani in Messico.

Nel frattempo sono già arrivate le prime timide aperture dal fronte tedesco. Il ministro degli Esteri di Berlino, Guido Westerwelle, ha dichiarato che non cambieranno gli obiettivi delle riforme ma che si potrebbe riparlare dell’arco temporale per realizzarle.

Spostando lo sguardo in Francia le prime stime ufficiali, come riportato dalle principali agenzie di stampa, confermano la maggioranza assoluta del Partito socialista francese a poche settimane dall’elezione a presidente di Francois Hollande. Secondo le stime, all’Assemblea nazionale il partito di Hollande sarebbe a 291 seggi, mentre l’Ump avrebbe conquistato 212 seggi.