La Grecia torna nel mirino delle agenzie di rating all’indomani dell’accordo raggiunto con la troika per ricevere il piano di aiuti. Oggi Fitch ha abbassato il giudizio sul Paese ellenico, portandolo a C dal precedente CCC. La mossa riflette la convinzione dell’agenzia statunitense di un default di Atene altamente probabile nel breve termine.

Fitch spiega che lo swap sul debito con i creditori privati potrebbe rappresentare, una volta completato, un “restricted default”. Sì perchè lo swap di titoli ellenici con un taglio del 53% del valore, così come imposto dall’accordo, dovrà essere accettato da tutti, che piaccia o no ai creditori. E proprio questa azione coercitiva, secondo l’agenzia di rating, costituisce un caso di “distressed debt exchange”, dove insieme alle azioni volontarie si hanno anche azioni coercitive.

Il tanto atteso accordo sulla Grecia, che riguarda nuovi aiuti per 130 miliardi di euro, è stato annunciato ieri all’alba, dopo una riunione fiume (durata circa 13 ore) dell’Eurogruppo. Le risorse saranno distribuite attraverso il fondo Efsf con gli Stati Ue che sperano in un contributo significativo da parte del Fondo monetario internazionale. Per quanto riguarda invece gli investitori privati, la svalutazione nominale dei titoli di Stato ellenici posseduti in portafoglio sarà del 53,5%. I titoli saranno scambiati con titoli a più lunga scadenza. L’Eurozona si attende un’adesione del 90% a questo accordo. A fonte di ciò, l’intesa prevede un più stringente impegno del governo greco a correggere i conti pubblici e a portare il rapporto debito pubblico/Pil al 120,5% con i rappresentanti della troika che si installeranno in modo permanente ad Atene per controllare il realizzarsi di queste condizioni.