Grecia sempre più vicina al default. Ne sono convinti gli analisti di Standard & Poor’s che hanno tagliato il rating del debito del Paese ellenico a lungo e a breve termine rispettivamente da ‘CC’ e ‘C’ a ‘selective default’ (SD), ossia default selettivo o parziale, ultimo livello prima del fallimento vero e proprio. La decisione dell’agenzia usa è arrivata a pochi giorni dallo “swap”, lo scambio dei titoli greci riservato ai creditori privati.

Tra le prime reazioni alla nuova bocciatura di Atene quelle del presidente dell’Eurogruppo, Jean Claude Juncker, che ha dichiarato di avere “preso atto” della decisione di S&P’s e si è detto al tempo stesso fiducioso circa “una forte partecipazione” da parte dei creditori privati all’operazione di cancellazione del debito pubblico. “Questa o decisioni simili da parte delle agenzie di rating – spiega Junker in una nota – sono state debitamente previste e prese in considerazione nel momento in cui è stata pianificata l’operazione psi”.

E sempre ieri Standard & Poor’s ha modificato l’outlook sul fondo salva-Stati, lo European Financial Stability Facility (Efsf), a negativo e ha confermato il rating di lungo termine AA+ e quello di breve termine A-1+.

Mercati indifferenti di fronte alla bocciatura di S&P’s

I mercati finanziari stanno snobbando il “default selettivo” della Grecia decretato ieri sera da Standard & Poor’s. Intorno alle 10.30 nel Vecchio continente il Cac40 sale dello 0,39%, mentre il Dax registra un +0,43%. Positivo anche l’indice spagnolo Ibex che guadagna lo 0,40%. Sul fronte valutario il cambio euro/dollaro viaggia sopra quota 1,34 (+0,33%).

Bundestag, via libera agli aiuti

Intanto ieri i deputati del Bundestag hanno approvato il secondo pacchetto di aiuti alla Grecia da 130 miliardi di euro. Tra i parlamentari tedeschi, 496 hanno votato a favore, 90 contro e 5 si sono astenuti (sono complessivamente 620 i parlamentari che compongono il Bundestag). “Il Parlamento tedesco ha approvato il piano di salvataggio della Grecia, ma appare evidente che l’opinione pubblica sta perdendo la fiducia nella politica dei salvataggi e i partiti temono che l’insofferenza si manifesti alle elezioni”, ha dichiarato Michael Hewson, analista di CMC Markets, nella nota diffusa questa mattina. Oggi inizierà la discussione con votazione finale domani al Parlamento finlandese.