Il default della Grecia non è un’operazione caldeggiata dagli altri stati dell’Unione Europea, figurarsi se sta a cuore a Papandreou. Il premier greco, che registra un fisiologico calo di consensi, indica la strada per evitare la bancarotta.Per fare in modo che la Grecia non debba dichiarare il default, è necessario che tutti i membri del partito socialista eletti in parlamento, votino all’unanimità le riforme strutturali stilate dal Papandreou.

Soltanto con questo sostegno parlamentare alle riforme, infatti, si può sperare di bloccare la sesta tranche di aiuti allo stato ellenico che consiste in circa 8 miliardi di euro.

Papandreou, in più, durante un’intervista a Proto Thema riportata dai quotidiani economici in Italia, fa un paragone mitologico: i Greci non sono come Atlante che sosteneva sulla schiena il mondo e non sono in grado di sostenere il peso di un’Europa in crisi.

Quindi da un lato c’è la necessità della Grecia di sbloccare i fondi ma dall’altra c’è anche la responsabilità dell’UE di evitare il default greco.

I numeri parlano chiaro e mettono in allerta gli economisti: il deficit di bilancio della Grecia, nel 2010, ha superato le stime di previsione, raggiungendo il 10,6 per cento che equivale a 24,1 miliardi di euro.

Il debito è salito poi dal 142,8 al 144,9 per cento.