Si fa sempre più vicino il default per la Grecia dopo il fallimento dell’incontro tra il premier ellenico Lucas Papademos con i leader politici di maggioranza. Dal vertice doveva scaturire un accordo che desse il via libera al piano di austerità imposto dalla Troika (Fondo Monetario Internazionale, Commissione europea e Banca centrale europea) per sbloccare la nuova trance di aiuti da 130 miliardi di euro.

Le richieste imposte ad Atene riguardano tagli alle spesa e l’apertura a nuove liberalizzazioni, oltre alla riduzione dei salari minimi, abbassamento delle tredicesime e quello alla spesa per l’1,5% del Pil nel 2012. Un secco no è giunto dal leader conservatore Karatzeferis che ha sottolineato la sua contrarietà a misure che portino ad una maggiore austerità. Stessa linea anche per il oscialista George Papandreou.
 
Oggi è previsto un nuovo incontro tra il primo ministro Papademos e gli altri leader politici. Senza il raggiungimento di un piano di condiviso entro il 13 febbraio, il Paese è destinato a fallire a marzo, mese in cui scadrà il termine per il rimborso dei 14,5 miliardi di bond.