La situazione greca preoccupa molti politici e molti stati che cominciano a considerare la cifra destinata agli aiuti al governo Papandreu come spiccioli insufficienti ad evitare il default. Di conseguenza, privati e governo dovranno tirar fuori i soldi.Ad Atene è stato promesso un fondo di diverse centinaia di miliardi di euro, diviso in tranche.

Adesso però sembra che i soldi erogati non siano sufficienti a tamponare la recessione che va molto al di là dell’immaginazione di economisti e governi.

Per questo è sempre più vicina l’ipotesi che a pagare la crisi siano governi e privati. Il problema è stato che la recessione ha determinato un aumento del fabbisogno finanziario.

Quindi anche se cresce il gruzzoletto di aiuti, il disavanzo non accenna a diminuire senza una progressiva diminuzione della recessione.

Per rendere sostenibile il debito di Atene, è pronto all’intervento anche il Fondo Monetario Internazionale che pone delle condizioni per l’erogazione dei fondi.

Innanzitutto uno sconto sui bond o un allungamento della loro durata.

Quest’operazione dovrebbe garantire l’estensione delle obbligazioni e tranquillizzare le banche che non possono più accettare dei tagli.

Il tutto deve essere concluso in breve tempo perché Atene ha fondi per resistere fino a metà novembre ed entro la fine del mese deve arrivare la decisione dell’UE sulla nuova tranche di aiuti.