Bisogna iniziare a dare un segnale forte tagliando gli sprechi della politica. Sembra questo il messaggio dettato dall’ultimo provvedimento in discussione al Governo relativamente alla soppressione delle province. Ecco perché potrebbero sparirne circa 40. Potrebbe essere emanato un decreto legge che abolisce 42 delle 86 province presenti sul territorio italiano. Il problema è che queste amministrazioni non hanno passato il test devo governo.

I tecnici aveva fissato tre criteri per definire la sussistenza delle notizie. Il primo è un criterio anagrafico, cioè la provincia deve essere abitata da almeno 350 mila persone. Poi c’è bisogno che la provincia rispetti un criterio territoriale e si estenda per almeno 3000 chilometri quadrati. Infine una provincia deve contenere almeno 50 amministrazioni comunali.

Il taglio di queste amministrazioni è stato confermato dal pre-consiglio ma non è ancora chiaro se finirà nel documento complessivo di spending review o se al contrario farà parte di un provvedimento a parte. Naturalmente restano escluse dal discorso le province delle regioni a statuto speciale e le province capoluogo.

Per determinare le province da abolire usando due dei tre criteri elencati, bisogna prima scegliere tra un riordino generale delle PA sul territorio e invece un’attuazione integrale dell’articolo 23 del Salva Italia. La prima scelta sarebbe una soluzione di mediazione promossa anche dal ministro per la PA e la Semplificazione Patroni Griffi.