Dopo l’ultimo incremento del 10% del costo della luce, il Governo ha deciso di correre ai ripari presentando due decreti leggi per rivedere il sistema degli incentivi alle rinnovabili. Obiettivo dell’esecutivo e stabilizzare l’impatto sulle bollette ed evitare per il futuro nuovi forti incrementi. Secondo i nuovi obiettivi, gli incentivi continueranno a crescere, ma ad un ritmo dimezzato rispetto a quanto previsto finora. E lo faranno con l’obiettivo di riequilibrare il mix di fonti e favorire la produzione e le tipicità italiane.

Le novità introdotte dai due decreti

I due decreti interministeriali firmati dai ministri Passera, Catania e Clini stabiliscono meno sussidi al fotovoltaico, cresciuto in questi anni in modo spropositato rispetto alle altre rinnovabili, e più risorse a favore dell’idroelettrico, del geotermico, delle biomasse e di tutte le altre tipologie finora rimaste maggiormente nell’ombra.  Queste ultime, inoltre, possono vantare un maggiore utilizzo di tecnologie italiane.

Saranno comunque garantiti tutti gli incentivi finora promessi, pari a 9 miliardi l’anno sino al 2020, con un incremento di ulteriori 3 miliardi l’anno. Non saranno, però, raggiunti i 15 miliardi previsti dalla precedente normativa, con un risparmio in bolletta di 3 miliardi l’anno. Allo stesso tempo sarà fortemente riequilibrata la distribuzione delle risorse tra fotovoltaico e altre fonti. Degli attuali 9 miliardi di incentivi, 6 sono destinati al solare e 3 miliardi al non solare. Dei futuri 3 miliardi aggiuntivi, invece, solo 0,5 miliardi andranno al solare contro i 2,5 che saranno destinati alle altre fonti rinnovabili (idroelettrico, geotermico, biomasse ecc).

Un riequilibrio che comunque non frenerà il settore, visto che, forte dei risultati già raggiunti, il governo s’impegna a superare gli obiettivi comunitari al 2020, portando dal 26% al 35% la percentuale dei consumi nel settore elettrico.