Il Governo prende posizione sulla delicata materia dell’ICI per gli immobili della chiesa. Alla vigilia del tradizionale ricevimento all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede per l’anniversario dei Patti Lateranensi, l’esecutivo ha presentato un emendamento che chiarisce ulteriormente ed in modo definitivo la questione. Il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha subito informato il vicepresidente della Commissione Europea Joacquin Almunia, che su esposto del Partito radicale nell’ottobre 2010 aveva aperto una procedura d’infrazione per violazione della concorrenza ed illegittimo aiuto di Stato .

I criteri di esenzione dall’ICI

La nuova disciplina, che riguarderà anche altri soggetti che oggi non pagano l’imposta comunale sugli immobiliquali partiti, sindacati, associazioni, circoli , prevede che l’esenzione dall’ICI sia prevista solo per quegli immobili nei quali si svolge in modo esclusivo un’attività non commerciale. Saranno invece abrogate le norme che prevedono l’esenzione per immobili dove l’attività non commerciale non sia esclusiva, con l’esenzione che sarà limitata alla sola frazione di unità immobiliare nella quale si svolga l’attività di natura non commerciale.

Le stime su quanto lo Stato incasserà da questa modifica sono molto diverse. Ad inizio anno il quotidiano della CEI Avvenire aveva stimato gli incassi in meno di 100 milioni di euro, mentre le stime non ufficiali delle Agenzie delle entrate, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, arrivano ad un introito di due miliardi di euro all’anno. La Cei ha detto di volere vedere il testo dell’emendamento prima di esprime un parere definitivo sulla misura.

Nel caso la Commissione Europea avesse espresso parere negativo all’attuale regime, ci sarebbe stato l’obbligo di recuperare l’imposta non pagata dalla Chiesa a partire dal 2005, mentre nel caso in cui la norma venisse riscritta gli arretrati non sarebbero più dovuti.