Le buone proposte nel discorso di Matteo Renzi non mancano. Ma è tutto troppo generico per capire quanto di quello che ha promesso diventerà realtà… Per esempio, ha detto che vuole arrivare a breve ad un taglio del cuneo fiscale a doppia cifra. La frase di per sé è sibillina, perché può voler dire sia un taglio di dieci punti percentuali – costo 30 miliardi – o di almeno 10 miliardi di valore.

Non c’è bisogno di avere doti divinatorie per immaginare che al massimo il nostro premier riuscirà a presentare una proposta che comporti il taglio di importo minore – che già sarebbe un’ottima misura, su cui tutti gli economisti convergono

Ma dove troverà i soldi? il riferimento generico alla “spending review e non solo” è ovviamente insufficiente, se non si vuole rompere completamente il rapporto di fiducia con il mondo del lavoro e dell’impresa. Bene anche dire che lo Stato pagherà tutti i debiti della pubblica amministrazione, ma il problema è che il governo non sa nemmeno a quanto ammonti la somma dei debiti…

Se non si trattasse di Renzi, sarebbe stato meglio rilanciare il piano Bassanini che permetterebbe di liquidare 25 miliardi di debiti. Gli interventi da “miliardi” non sono finiti, perché il nostro parla anche di credito per le Pmi, di piano per l’edilizia scolastica, e soprattutto di un assegno universale per chi perde il lavoro. Solo questa misura da sola può valere fino a 30 miliardi…

Renzi deve fare il Renzi, ma non deve dimenticare che di questo passo, se non produce miracoli, rischia di essere considerato come un cacciaballe, di quelli che si trovano il bar e raccontano di essere amici fraterni di tanti calciatori e di avere un sacco di fidanzate fotomodelle…

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