Pressione fiscale record, aumento della disoccupazione, maggiore spesa per interessi, ma un avanzo primario che garantirà la sostenibilità dei conti pubblici. E’ questo, in estrema sintesi, il riassunto della nota di aggiornamento del Def, il Documento di economia e finanza approvato dal governo guidato da Mario Monti. Senza dimenticare le nuove previsioni sul Pil, già note da giovedì sera: quest’anno, secondo le stime di Palazzo Chigi, l’economia italiana subirà una contrazione pari al 2,4%, nel 2013 il calo sarà dello 0,2% mentre una ripresa si vedrà solo nel 2014 con il Pil che dovrebbe crescere dell’1,1%.

I dati che spaventano di più sono però quelli relativi alla pressione fiscale e alla disoccupazione. Quest’anno la pressione fiscale, in scia all’incremento delle tasse contenuto nelle ultime manovre correttive, salirà al 44,7% dal 42,5% del 2011 per poi raggiungere il prossimo anno il record pari al 45,3%. Legata alla pressione fiscale c’è sicuramente l’impennata della spesa per interessi, complice l’aumento dello spread iniziato nell’estate del 2011: quest’anno la spesa toccherà gli 86,1 miliardi di euro, nel 2013 gli 89,2 miliardi, nel 2014 i 96,9 miliardi mentre nel 2015 arriverà a ben 105,3 miliardi di euro.

Con una disoccupazione prevista in crescita all’11,4%, la sostenibilità dei conti pubblici sarà garantita dall’avanzo primario che, dai 44,9 miliardi di euro previsti quest’anno, salirà a 63,8 miliardi nel 2013 e a 71,8 miliardi nel 2014.

Ieri Fitch, attraverso il managing director David Riley, ha fatto sapere che, nonostante il Governo abbia peggiorato le proprie stime sul Pil, non intende rivedere il rating sovrano dell’Italia. L’agenzia statunitensi aggiornerà le sue valutazioni a fine anno e, per il momento, gli esperti di Fitch prevedono che quest’anno l’economia Italia subirà una contrazione del 2,2% e dello 0,3% nel 2013.