Si terrà oggi alla Camera il voto sul decreto legge in materia di semplificazione fiscale, sul quale ieri il Governo ha deciso di porre la questione di fiducia. La prossima settimana il provvedimento passerà all’esame del Senato, che dovrebbe dare l’ok definitivo, anche se non sono da escludere modifiche e strascichi dopo le tensioni all’interno delle commissioni Affari costituzionali e Attività produttive.

Il motivo del contendere

Ad alimentare le tensioni all’interno della Commissione della Camera è stata la retromarcia del Governo sull’assunzione di dieci mila insegnanti su cui lo stesso Esecutivo aveva prima dato il via libera martedì ma che poi aveva bloccato in vista del parere della commissione Bilancio, bocciando la copertura tramite l’aumento delle tasse sugli alcolici.

La tensione è rimasta alta per la proposta del sottosegretario all’Economia, Gianfranco Polillo, di eliminare il rifinanziamento automatico del fondo di riserva per gli imprevisti (calamità naturali) congegnato dal Governo Berlusconi nel milleproroghe di un anno fa. Alla fine su questo punto il testo delle commissioni è rimasto invariato ma il Governo conta di intervenire nel passaggio al Senato.

Nonostante le ultime schermaglie in Commissione, il ministro della Pubblica Amministrazione Filippo Patroni Griffi si è dichiarato soddisfatto del lavoro svolta dalle Commissioni, da cui è uscito un decreto “sicuramente migliorato”.