Quanto tempo resta al governo Letta? Difficile dirlo. Intanto però il nostro primo ministro continua a lavorare come se niente fosse licenziando un provvedimento dopo l’altro. Per esempio ieri il Consiglio dei ministri ha licenziato un pacchetto per la Pubblica Amministrazione - un decreto legge ed un disegno di legge – che secondo il premier Enrico Letta dovrebbe dare una “soluzione strutturale del problema del precariato“. Sono previsti poi ulteriori tagli alle spese per consulenze ed auto blu, e nel pacchetto PA, un articolo prevede di far partire dal primo ottobre di quest’anno il Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti in via semplificata. Ma andiamo con ordine.

Per quanto riguarda i precari della Pubblica Amministrazione, il pacchetto del governo, secondo il premier, dovrebbe tipizzare “le forme di lavoro flessibile” e prevede barriere - non meglio specificate – “per evitare che si ripetano modalità-scorciatoie per le assunzioni nella Pa senza concorso, in passato, ahimé troppo usate, come le partecipate”.

Secondo il ministro Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, con le disposizione introdotte i contratti a termine potrebbero essere utilizzati solo in casi eccezionali, quando effettivamente è “temporanea la prestazione richiesta”, evitando il perpetuarsi della vecchia abitudine di evitare, con questo strumento, il ricorso al concorso pubblico. D’ora in poi i contratti fatti al di fuori di questi “casi eccezionali” saranno “da considerare” “nulli di diritto“.

Per i 150.000 precari della Pubblica Amministrazione non si annuncia una soluzione in tempi brevi. Se non per i più “bravi”. Secondo D’Alia, verranno previste “procedure selettive” per scegliere “i migliori” “tra coloro i quali hanno contratti a termine di almeno tre anni nell’ambito dell’ultimo quinquennio nella pubblica amministrazione”. In via di stabilizzazione sono 35.000 impiegati nel sistema sanitario che verranno scelti attraverso un concorso interno – e verranno assunti pure mille vigili del fuoco e 150 dipendenti per il ministero dei Beni culturali.

In un paese normale non ce ne sarebbe nemmeno bisogno: il governo Letta ha previsto “anche una norma che obbliga ad assumere tutti i vincitori di concorso”. E’ stato previsto un taglio del 20% delle auto blu – per cui l’Italia spenderebbe ogni anno un miliardo di euro – e del 10% sulle consulenze – in questo caso la fattura annua sarebbe di 1,2 miliardi. Secondo Letta, il governo farebbe di più, ovvero obbligherebbe “le amministrazioni a fornire i dati per un ulteriore intervento selettivo rispetto alle auto di servizio e per il ricorso a prestazioni qualificate esterne”, e introdurrebbe sanzioni se si violano le norme – in altre parole “chi le viola paga di tasca sua”.

Il sistema di tracciabilità dei rifiuti infine dovrebbe partire dal prossimo primo ottobre, ma dovrebbe essere limitato – almeno per ora – ai soli produttori e gestori di rifiuti pericolosi. Solo per la Campania la tracciatura dovrebbe riguardare anche i rifiuti urbani.

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