A seguito delle dichiarazioni del ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni al Corriere della Sera: “l’Italia mantenga gli impegni sui conti pubblici o mi dimetto”, sono partiti una serie di attacchi contro l’ex direttore generale della Banca d’Italia che ha ricevuto la solidarietà di Enrico Letta, che ha espresso “vicinanza e piena sintonia. I margini per soluzioni di politica economica ci sono. Devono finire gli aut aut al governo”.

E così Renato Brunetta, dopo aver abbaiato contro il “viceministro comunista del Pd, Stefano Fassina“, reo di non aver nemmeno letto “le proposte di coperture, per un totale di 10,5 miliardi, che abbiamo già consegnato, in forma ufficiale, al suo presidente del Consiglio, Enrico Letta”, fa – strano a dirsi per lui – il pompiere, visto che dice: “siamo tutti con Letta, con il governo e con Saccomanni per far sì che l’Iva non aumenti e per cancellare anche la seconda rata Imu“.

Insomma il Pdl non vuol sentire ragioni sul tema Imu, e quindi al Pd non resta che prendere quel che c’è di buono nelle proposte di Brunetta, come la rivalutazione delle quote di Bankitalia, l’anticipazione delle accise, il rinvio degli investimenti… Meno probabile le vendite di azioni e di beni del demanio una tantum (due miliardi mi sembrano un obiettivo irrealistico). Non capisco come potrebbe liberare risorse il fatto di pagare una parte degli arretrati della PA… In ogni caso non bisognerebbe esagerare con le misure di fantasia contabile. E’ uno dei motivi per cui il governo Berlusconi aveva provocato l’attacco dei mercati.

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