Dovrebbe venire semplificata la compilazione dei documenti di valutazione dei rischi di interferenza – i cosidetti Duvri. Verranno ad esempio esclusi dalla sua compilazione i piccoli cantieri, quelli temporanei e mobili. Ci saranno poi nuove regole per verificare e velocizzare le attrezzature di lavoro.

Sul Durc – il Documento Unico di Regolarità contributiva – la principale novità allo studio è renderlo valido per 180 giorni. E dall’inizio di luglio dovrebbe essere possibile ottenerlo attraverso la la banca dati dell’Autorità di vigilanza (Avcpass) – e non sarà più compito degli appaltatori.

Verranno anche modificate le norme in modo da permettere alle imprese edili di compensare i propri debiti contributivi con i crediti verso la Pubblica amministrazione. Verranno pure ripescate le norme che avevano già tirato fuori i tecnici del governo Monti per il riutilizzo di terre di rocce e scavo – facile immaginarsi  le alzate di scudo degli ambientalisti.

C’è anche l’idea di creare una legge obiettivo che permetta di semplificare le procedure per l’insediamento delle grandi industrie, per cercare di frenare l’emorragia di capitali stranieri in fuga dal paese. Ci sarà una procedura unica per tutta Italia, ed il Ministero delle Infrastrutture dovrà occuparsi di istruire le pratiche e coordinare i vari soggetti competenti a rilasciare pareri e autorizzazioni.

Tra le altre misure allo studio c’è pure la proroga di due anni di validità dei permessi di costruzione già rilasciati. E nella demolizione  ricostruzione di un immobile, l’intervento verrà considerato di edilizia minore – e  quindi realizzabile con autocertificazione – se anche non rispetta la sagoma originaria, ma lascia invariati i volumi.
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