Enrico Letta l’ha buttata giù così: “Faremo le cose possibili secondo il criterio del buon padre di famiglia, quello che non fa mai debiti” –  e lui di figli ne ha tre. Sarà proprio così? La lista delle cose da fare – ovvero Imu, Iva, dotazione per sostenere il credito alle piccole e medie imprese, rifinanziamento della cassa integrazione e missioni internazionali, conferma dei bonus energetici e per le ristrutturazioni edilizie – vale almeno una dozzina di miliardi di euro – ma c’è chi arriva a fare previsioni che sfiorano la ventina.

Facile che i secondi abbiano ragione se si pensa che nel discorso programmatico si è fatto riferimento anche all’introduzione di un reddito di cittadinanza “per le famiglie bisognose”, il superamento del precariato nella pubblica amministrazione, gli incentivi fiscali all’innovazione tecnologica, il sostegno alla internazionalizzazione delle imprese, la salvaguardia di altri esodati… E poi non si può dimenticare “la riduzione delle tasse sul lavoro, a partire da quello stabile” e dei giovani…

Probabilmente si è fatto prendere la mano – o forse voleva imitare il suo alleato Berlusconi… Cosa sarà del futuro governo? A parte i tagli ai costi della politica e l’abolizione delle province, il neo premier non ha fatto menzione ad altri tagli…  Esagerando si potranno risparmiare dalle misure annunciate un paio di miliardi. L’idea sarebbe quella di ottenere dall’Unione europea l’ok per sforare – questo riferiscono le fonti governative – di mezzo punto percentuale di Pil. In soldoni si tratta di circa otto miliardi di euro. Dove troverà il resto? O molti progetti annunciati resteranno dei sogni? Vedremo.

photo credit: Maurizio Lupi via photopin cc