Il governo Letta cade o non cade? Questa incertezza politica fa sicuramente male all’Italia. Non tanto perché non è ancora chiaro chi sarà il leader degli schieramenti principali – ovvero Pd e Pdl -, ma soprattutto perché i mercati finanziari – e non solo loro – pensano che sia alta la probabilità che con il “Porcellum” si ripeta la situazione delle ultime elezioni, con un parlamento senza una maggioranza politica chiara.

E quindi senza le necessarie riforme strutturali, con imprese e consumatori sfiduciati, aumento dello spread tra Btp e Bund, e continuazione del credit crunch. Ovviamente il quadro potrebbe cambiare se i partiti in parlamento dovessero trovare un accordo sulla legge elettorale – e basterebbe nulla per ripescare il precedente sistema elettorale, il Mattarellum, garantendo un ritorno alla governabilità.

Con una nuova-vecchia legge elettorale, un nuovo ricorso al voto potrebbe pure essere considerato preferibile, perché la nuova maggioranza ed il nuovo governo eviterebbero i lunghi mercanteggiamenti che caratterizzano questo governo “delle larghe intese”, che infatti è stato ribattezzato da alcuni suoi detrattori come quello “del non fare“…

In caso di crisi di governo, lo schieramento che non dovesse preoccuparsi di questo punto, mostrerà oltre ogni ragionevole dubbio, che pensa agli interessi della propria coalizione più che a quelli del suo paese…

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