La legge di stabilità sta per scadere, tra poco, nel più breve tempo possibile, deve essere presentata alle Camere ma il Governo sembra tentennare sulla riduzione dell’aumento dell’Iva e sul taglio dell’Irpef per gli scaglioni più bassi. 

E’ scaduto a mezzanotte il termine per la presentazione della legge di stabilità al Parlamento e il documento è arrivato alle Camere soltanto in tarda serata.

Il problema del ritardo sta nei continui ripensamenti del gabinetto Monti, costretto a farsi i conti in tasca. E’ certo che punta a recuperare circa 50 milioni di euro dalla stretta sui permessi collegati alla legge 104 per i dipendenti pubblici. Ci sarebbe poi un miliardo di euro all’anno garantito dall’applicazione della Tobin Tax.

Qualche dubbio resta sulla riduzione degli incassi legati a Iva e Irpef. Un taglio dell’aumento dell’imposta sul valore aggiunta, vuol dire 3 miliardi in meno per lo stato. Una riduzione di 4 miliardi d’incassi, invece, dipende dal taglio dell’Irpef.

Il Consiglio dei ministri ha approvato il documento lo scorso 10 ottobre ma in una settimana ha raccolto critiche e suggerimenti che hanno leggermente messo in crisi la squadra del premier. E nel caos prima di mezzanotte, è arrivata la smentita di Palazzo Chigi su tutto: la norma sui tagli alle detrazioni fiscali e i tagli alle agevolazioni, non subiranno modifiche. Staremo a vedere in giornata.