Doppia bocciatura ieri per il Governo nelle commissioni riunite Affari costituzionali e Bilancio della Camera impegnate nell’esame degli emendamenti al Decreto sulla spending review, già approvato in prima lettura dal Senato. In entrambi i casi, sono stati approvati due emendamenti su cui l’Esecutivo aveva espresso il parere negativo con il voto favorevole di PDL e UDC e quello contrario del PD.

Maggioranza spaccata

Il primo emendamento su cui la maggioranza si è spaccata è quello che punta ad escludere Ferrovie dello Stato e Poste dai tagli alla spesa pubblica affidatati al commissario Bondi. L’emendamento a firma Pdl prevede non siano interessate dall’azione di spending review le “società a totale partecipazione pubblica e le loro controllate, che esercitano un servizio universale di interesse generale”, qualora abbiano chiuso l’ultimo esercizio in attivo. Il Pd ha votato contro perché chiedeva di condizionare l’esclusione dalla supervisione di Bondi al fatto di avere gli ultimi tre esercizi in rosso.

Il secondo emendamento riguarda la norma secondo cui negli appalti le buste con le offerte debbano essere aperte in seduta pubblica, pena la nullità. L’emendamento presentato dal Pdl e Udc, che hanno votato a favore, fa salve le buste aperte prima del 9 maggio, giorno di emanazione del decreto, mentre il Pd ha votato contro, in linea con il parere del Governo.