L’Europa e l’Italia con essa, stanno attraversando un momento economico e finanziario molto particolare.

Il Fondo Monetario Internazionale e Confindustria hanno già messo sul chi va là il management del Belpaese.

Adesso anche Goldman Sachs evidenzia una serie di criticità.Dalla prospettiva americana, il Vecchio Continente non fa certo un bell’effetto in questo periodo visto che le borse di tutti gli stati dell’Unione sembrano zavorrati  verso il basso dalla performance di alcuni titoli, come i bancari.

L’ha notato il Fondo Monetario, l’ha ricordato la BCE, disponibile ad attivare un salva-stati ma pronta a valutare anche le politiche economiche dei Paesi.

Adesso arriva anche la “sentenza” definitiva di una banca statunitense, la Goldman Sachs.

Nel 2012, per esempio, la crescita dell’economia globale rallenterà.

Le stime fatte in precedenza sono state fin troppo ottimistiche perché parlavano di un +4,2 per cento, mentre non si andrà oltre il 3,5%. Il ritocco al ribasso sembra motivato dalla stagnazione che affligge l’Eurozona.

La crescita dell’UE sarà ai minimi storici, praticamente prossima allo zero, quindi il 2012 dovrebbe essere ancora più preoccupante.

Uno zoom sull’Italia spiega che nel nostro paese la crescita sarà soltanto dello 0,8 per cento. Peggio di noi soltanto Spagna e Olanda con un +0,7 per cento.