Goldman Sachs annuncia una novità da per gli investitori italiani: la banca d’affari statunitense prosegue la campagna di emissioni sul mercato MOT sulla Borsa Italiana, dopo i bond denominati in Dollaro Australiano, Dollaro Statunitense ed Euro, con le Obbligazioni Goldman Sachs Tasso Fisso Dollaro Neozelandese, quotate lo scorso 22 luglio. I nuovi bond avranno una durata di sei anni con scadenza fissata al 13 luglio 2021, offrendo una cedola annuale fissa del 4% lordo, ossia un netto del 2,96%.

L’emissione con codice Isin XS1213053991 si fa notare per un lotto minimo pari a 2.000 Dollari Neozelandesi (circa 1.200 euro), il che rende il bond appetibile anche al pubblico retail. Gli investitori otterranno il 100% del valore nominale, però, solo mantenendo i titoli in portafoglio fino alla data di scadenza. Il pagamento delle cedole avverrà il 13 luglio di ogni anno fino a scadenza, compreso il 13 luglio del 2021.

Trattandosi di obbligazioni in valuta, il pagamento delle cedole e il rimborso del capitale avverranno in Dollari Neozelandesi. L’investitore deve quindi valutare l’esposizione alle fluttuazioni del cambio tra il Dollaro Neozelandese e l’Euro. Va però detto che l’eventuale rafforzamento della divisa di Wellington nei confronti della moneta unica europea incrementerebbe il rendimento totale per dell’investitore.

Dopo la volatilità del 2015, il cambio NZD/EUR appare stabile in area 0,60, una debolezza che ha coinciso con il doppio taglio dei tassi stabilito dalla Reserve Bank of New Zealand, stabilito dopo che l’inflazione è scivolata sui livelli più bassi da circa dieci anni.

La nuova emissione di Goldman Sachs può essere un’alternativa per gli investitori in cerca di rendimenti più attraenti rispetto a quelli abitualmente offerti dai titoli di Stato dell’Eurozona, in un’ottica di diversificazione valutaria del proprio portafoglio. Va infine ricordato che gli investitori sarannpo esposti al rischio di credito dell’emittente, sebbene Goldman Sachs vanti livelli di rating elevati pari ad A1 per Moody’s, A per Standard & Poor’s e A per Fitch.