Quando si parla della crisi della Grecia e dell’effetto domino che interessa i paesi dell’Unione Europea, si chiama sempre in causa il Piano Marshall, con un riferimento al peso che gli Stati Uniti hanno avuto nella ricostruzione europea dopo la fine del Secondo Conflitto Mondiale. L’Unione Europea è stata interessata da un’importante crisi del debito che ha coinvolto molti paesi ma soprattutto la Grecia. Per evitare il default dello stato ellenico ed un possibile effetto domino sugli altri anelli deboli dell’UE, si è deciso di stanziare un bel po’ di aiuti economici.

Il cosiddetto fondo salva stati che in primis aiuta la Grecia ma deve essere un’ancora di salvataggio per i paesi che potrebbero trovarsi in difficoltà. Perché è stato usato il termine nuovo piano Marshall? Perché per risolvere la crisi finanziaria europea, molti titoli di stato a breve, medio e lungo termine, sono stati “venduti” all’estero.

L’America, stavolta, alle prese con una crisi finanziaria che ha incrinato la leadership di Obama, non ha avuto lo stesso peso del Dopoguerra. Hanno svolto invece un ruolo di primo piano le economie asiatiche. Esaurito il discorso ricordiamo brevemente l’etimologia del “piano Marshall”.

George Marshall era segretario di Stato americano nel 1947, e dall’Università di Harvard, il 5 giugno di quell’anno, annunciò che gli Stati Uniti avrebbero avviato un piano di aiuti economico-finanziari per l’Europa, poi passato alla storia come piano Marshall.