Nel bollettino del Ministero dell’Economia si parla del livello delle entrate italiane che sembrano tornate ai livelli precedenti alla crisi economica.

Come abbiamo già illustrato, la crescita nei primi cinque mesi del 2011, si attesta al +5,1%.

Questo indice “positivo”, che evidenzia appunto un aumento dei soldi in entrata per lo Stato, può essere spiegato considerando l’aumento delle imposte dirette e indirette. Ma di cosa si tratta?

Un consumatore che paghi le tasse nel nostro paese, versa all’erario delle imposte calcolate sul reddito che produce e delle tasse invece che si pagano durante la spesa del capitale.

Nel dettaglio esistono le imposte sul reddito (dirette) e le imposte su trasferimenti e acquisti (indirette).

La definizione generale consente un ulteriore approfondimento. Le imposte dirette, per esempio, sono quelle sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), quelle sul reddito delle società (IRES: ex IRPEG).

Ad esse si aggiunge anche l’IRAP, l’imposta regionale sulle attività produttive.

Per quanto riguarda le imposte indirette, si possono riassumere in: IVA, Imposta di registro, Imposte ipotecarie e catastali, Imposte di Bollo e Accise.

Soffermiamoci brevemente su questo tipo di tasse: le accise, per esempio, sono applicate anche ai carburanti. L’aumento imposto dallo Stato sul prezzo dei carburanti, non ha scoraggiato gli automobilisti che hanno speso più denaro per i trasporti.