L’America e in particolare il presidente Obama, in questo momento ha un problema con il suo paese che affonda le radici nella stagnazione dell’indice occupazionale e nei problemi sul panorama finanziario.

L’Economist affronta il problema, sottolineando la scarsità di tempo per porre rimedi strutturali.

L’indice occupazionale degli States è in una fase di stallo e per questo Obama deve affrontare nel breve periodo il problema, per fare in modo di rassicurare l’elettorato e i cittadini.

La notizia annunciata in America ha avuto delle ovvie ripercussioni anche sui mercati, incidendo sull’economia internazionale.

Per esempio, nel giorno in cui i BTp decennali italiani recuperano il gap con i bund tedeschi, l’attenzione è rivolta sia al vertice dei capi di stato e di governo europei che si terrà giovedì, ma anche al mercato dei titoli americano.

Obama, infatti, ha detto che si opporrà alle proposte dei Repubblicani che vogliono presentare al Congresso un piano di tagli al budget federale.

Non accordarsi, vuol dire che il sistema economico pensionistico americano potrebbero vacillare.

Come spiega bene l’Economist, Obama ha fissato un tempo massimo per raggiungere un accordo: il 22 luglio. Dopodiché si chiuderanno i rubinetti e l’America non potrà più prendere soldi in prestito, perché sarà incapace di “onorare” il debito.