A Portovesme la tensione sale perché la multinazionale svizzera ha detto fuori dai denti che non acquisterà lo stabilimento che al momento appartiene ad un’altra multinazionale, l’Alcoa, americana. Ecco cosa si prevede dopo questa decisione. 

Praticamente tutti avevano sperato ed erano convinti che la svizzera Glencore facesse l’investimento provvidenziale sullo stabilimento per la produzione di alluminio di Portovesme. Invece il governo federale ha fatto un passo indietro rispetto alle prime dichiarazioni d’intenti.

La decisione di non acquistare più lo stabilimento da parte della Glencore è legato al costo dell’energia che in questo momento risulta troppo alto al punto che la produzione di alluminio  non risulta conveniente.

Una dichiarazione di questo tipo farebbe pensare che ormai la trattativa sia finita del tutto, ma il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, pensa ancora che ci siano dei margini per evitare la chiusura dell’Alcoa nel senso che è solo una delle aziende in gara ad essersi ritirata. 

La Glencore aveva chiesto esplicitamente delle informazioni e poi formulato delle richieste sul costo energetico: al massimo avrebbe potuto pagare 25 euro al megawatt/ora. Ma visto che non si può scendere sotto i 35 euro, secondo Glencore non si tratta più di una condizione in grado di dare continuità alla produzione.