Quando le risorse piangono, la migliore strategia da perseguire per far sorridere i nostri bambini  è molto semplice, ovvero abbiamo l’opportunità di tornare bambini e ricorrere alla perduta fantasia. Sì, la fantasia, unita alla volontà di reazione,  da sempre hanno fatto e fanno si che, anche nella più estrema ristrettezza, persino sotto i bombardamenti,  sia possibile giocare.  Il gioco… il rimedio migliore per ritrovare la forza di andare avanti, di riacquistare quella che i francesi definiscono ‘joie de vivre’.

I piccini, programmati alla vita ben sanno che il gioco è una cosa seria, è la loro professione, per gli adulti è il rimedio migliore ad ogni avversità, anche quello di contrastare le tremende conseguenze psicologiche derivanti dalla congiuntura economica che gran parte delle popolazioni occidentali sta toccando con mano dopo mezzo secolo di sviluppo sfrenato e anche sciagurato. Il gioco della fantasia con i nostri piccoli è una splendida opportunità per ritrovare i tanto dimenticati e bistrattati valori, ritrovare con loro il rapporto diretto, ripeto DIRETTO, e non filtrato da elementi esterni, il piacere di essere artefici e compagni di giochi dei nostri piccoli. Il piacere di inventare qualcosa di creativo, divertente, e, perchè no, costruttivo, ci avvicina a quanto di più bello abbiamo accanto, ci distrae dalle miserie da cui siamo circondati e , in più, ai nostri piccoli d’oggi, ai nostri grandi di domani, offriremo un insegnamento di cui potranno fare tesoro perchè, la maggior parte di essi, con fantasia ed impegno, dovranno inventarsi nuovi mestieri.

Bene, facciamo due esempi…. Iniziamo con piccolini che ancora non parlano ma, a modo loro interagiscono. Riempite un cestino con dei cubetti di legno (meglio della plastica!) che riportano le lettere dell’alfabeto (si trovano senza particolare difficoltà anche nei mercatini o da amici e parenti) state seduti a terra con il piccolo e rimanete in attesa, eventualmente facendo voi le prime mosse. All’inizio non ha importanza (ovvio) l’ordine delle lettere, osservate cosa fanno, come li dispongono, e farete delle belle scoperte… l’ingegneristica infantile è fe-no-me-nale. Pian piano componete con loro il nome ‘mamma’ o ‘papà’ e poi fateli ripetere da loro e così via…

Non pretendete risultati in tempi brevissimi, ricordatevi che i piccini non parlano ma sono… molto attenti ed hanno una impensabile capacità di apprendimento.
Un secondo gioco per piccoli da due a sei/ sette anni è praticabile con il/i vostri bambini e loro amichetti: sedetevi a terra con loro e ditegli che saranno loro i protagonisti del gioco, per primi fate voi da apripista ( sarà molto utile a mettervi alla prova!) dite al bambino di nominarvi tre parole qualsiasi, ad esempio: albero, frutto, giallo.  Su queste tre parole inventatevi una breve novella del tipo ‘l’albero dei limoni acidi, belli e benefici . Il vostro racconto farà vivere l’albero e il frutto come dei personaggi. Poi dite voi tre parole e ascoltate cosa si inventa il bambino. Se ci sono più bambini , quando hanno capito, fateli interagire tra loro. Posso assicurarvi che sarà una dura lotta tra la loro e la vostra fantasia, e dalla quale loro usciranno vincitori. Ovviamente le varianti sono infinite, perchè alla fantasia non ci sono limiti…. Come all’amore.

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