Giocattoli che non facciano male, né a chi li produce, né ai bambini. Per valutare quali siano le condizioni di lavoro in cui sono prodotti e se siano sicuri Altroconsumo ha realizzato un’inchiesta coinvolgendo dieci aziende e portando venti prodotti in laboratorio. Risultati: ancora lacune su sicurezza ed etica della produzione.

L’attenzione alle politiche sociali e ambientali è tanto più necessaria dato il momento di crisi nera, dove risparmiare è la parola d’ordine. Prezzi stracciati non devono far rima con diritti violati: nel 2004 un’indagine di Altroconsumo aveva
già acceso i riflettori sulle regioni dove si è concentrata la produzione mondiale – la provincia del Guangdong, in Cina; è da qui che esce il 70% dei giocattoli venduti in tutto il mondo.
 
Diversi i parametri per dare i voti al grado di responsabilità sociale della produzione delle aziende: analisi dei report delle Ong, testimonianze di esperti, valutazione informazioni e documenti sul web e siti corporate, questionari ufficiali
inviati ad hoc, richiesta di visite alle fabbriche. Sul fronte della sicurezza dei prodotti, quattro i bocciati, per non aver passato le prove dei test. 
 
Alla luce di questi risultati, Altroconsumo ha formulato alcuni consigli pratici:
 
1. occhio alla garanzia CE – scegliere solo giochi con questo marchio, dovrebbero aver seguito le norme di sicurezza;
2. scegli negozi affidabili – attenzione a chi vende per strada;
3. sì alle istruzioni d’uso – leggere, seguire indicazioni e non usare i giochi in modo improprio;
4. solo età giusta – il prodotto deve essere adatto all’età del bambino;
5. pericolo piccoli pezzi – evitare prodotti con piccole parti per bimbi di meno di tre anni
6. via la scatola – rimuovere tutta la confezione, lacci, nastri, plastiche;
7. occhio mentre gioca – usare il gioco in modo appropriato;
8. donare non buttare – regalare ciò che non si usa più ed è in buone condizioni a scuole; consultori; ospedali, asili.