Dopo il terremoto dell’inizio dell’anno, il Giappone ha provato a risollevare l’economia senza riuscirci a pieno. All’inizio le maggiori industrie del paese hanno subito una naturale battuta d’arresto. Poi la moneta locale ha acquisito un tale valore da scoraggiare gli investimenti.Il Giappone non è un paese che si arrende subito. La reazione al terremoto di Fukushima l’ha dimostrato. Immediatamente si è tornati a lavoro ma i vari comparti produttivi non hanno saputo risollevarsi. Adesso gli analisti descrivono una situazione abbastanza critica.

Dopo aver notato un notevole apprezzamento dello yen tale da scoraggiare gli investimenti esteri, adesso il Giappone deve affrontare la deflazione. I prezzi al consumo sono in rialzo. Ad agosto si è registrato un incremento su base annuale dello 0,2 per cento. Un lieve rialzo dovuto ai nuovi costi energetici.

Se poi si prende in esame l’area di Tokyo, ci si rende conto che a settembre i prezzi sono al contrario in calo. Per quanto riguarda la produzione industriale è salita dello 0,8 per cento da luglio ad agosto. Si pensava di avere un incremento dell’1,5 per cento ma comunque non è male.

Purtroppo a livello governativo è stata presa una decisione che fa temere per l’economia giapponese: l’aumtno del 50 per cento dei fondi per intervenire sul mercato dei cambi. Uno strumento per forzare il deprezzamento dello yen.