Il Giappone è uno dei pochi paesi che non vuole stampare moneta ma vuole tentare vie alternative per uscire dalla crisi. Questo paese, tra l’altro, è stato colpito un anno fa da un terremoto che ha causato anche una crisi energetica ed industriale. 

Il Giappone ha risposto con metodo allo tsunami ed ha dimostrato di voler tornare subito a lavoro per ricostruire il paese. Un atteggiamento, una determinazione che non sono espressione soltanto di una solidità d’animo di questo popolo, ma si traducono anche in comportamenti finanziari “controcorrente”.

La tentazione ma anche la soluzione più semplice è la stampa di moneta per inserire liquidità sul mercato, ma il Giappone non si capacita e vuole provare un’altra soluzione affidandosi comunque alla Bank of Japan, cioè la banca centrale del paese.

Sarebbe di ieri l’intervento per l’acquisto di ETF (Exchange-Traded Funds), al fine di evitare che s’intensificassero i sell.

La banca centrale giapponese pare abbia speso circa 500 milioni di dollari, o meglio 39,7 miliardi di JPY per acquistare ETF, superando il precedente record di aprile fissato a 28,5 miliardi di JPY.

Per completare l’operazione, poi, sarebbero stati acquistati anche i Reits delle società quotate che acquistano immobili per produrre redditi da locazione. In questo settore la spesa della banca centrale giapponese ammonta a 2,3 miliardi di JPY.