La Banca centrale europea ha restituito fiducia agli investitori che ora guardano con minor ansia all’Eurozona, mentre sembrano essere più preoccupati per gli Stati Uniti. I gestori, interpellati da Morningstar nel consueto sondaggio condotto tra le principali case di investimento che operano in Italia, vedono allontanarsi il rischio sistemico, il più temuto perché non domabile attraverso le strategie di diversificazione di portafoglio, in quanto dipende dall’andamento generale dell’economia e del sistema finanziario.

Eurozona, la Bce convince

I gestori mostrano apprezzamento per l’azione intrapresa dall’istituto guidato da Mario Draghi con il programma di acquisto di titoli di stato noto come Outright monetary transaction (Omt), che, dicono gli esperti, dovrebbe rivelarsi più efficace dei precedenti sia per le condizioni imposte agli stati che vi faranno ricorso sia per la rinuncia da parte della Bce ad essere un creditore privilegiato. Restano comunque delle incognite, in particolare sulla capacità dei governi di trovare il consenso per i provvedimenti di austerità monetaria e di portarli avanti con determinazione.

In tale contesto, i fund manager prevedono un rialzo delle Borse nei prossimi sei mesi, seppur tra molta volatilità. Le quotazioni azionarie sono attraenti, in quanto scontano il peggiore scenario, che ora sembra essersi dissipato, anche se l’economia mostra ancora segni di affaticamento. La percentuale di ottimisti è del 64,7%, in aumento dal 53% di luglio (ad agosto non è stato effettuato il sondaggio). I pessimisti sono meno del 6%, analogamente a due mesi fa.

Usa, tempo di elezioni

Wall Street si è difesa bene dalla crisi europea, ma ora deve fare i conti con tre principali fonti di incertezza: il voto presidenziale di novembre, la fine degli incentivi fiscali dell’era Bush e i contemporanei tagli alla spesa (cosiddetto fiscal cliff o precipizio fiscale) e la situazione congiunturale. Gli investitori sono rincuorati dall’apertura della Federal Reserve, ma mostrano cautela sul futuro andamento dei listini azionari, dal momento che il quadro macro rimane a tinte chiaroscure. I gestori ritengono che il mercato sia correttamente valutato. Per questa ragione, più di un fund manager su due prevede l’oscillazione dei listini attorno agli attuali livelli.

 Hanno partecipato al sondaggio, condotto tra il 3 e il 10 settembre, 17 delle principali società di diritto italiano ed estero operanti sul territorio. Si tratta di Albemarle Asset management, Aletti Gestielle, Bnp Paribas AM Sgr, Carmignac Gestion, Convinctions AM, Eurizon Capital Sgr, Fideuram Investimenti, Invest Banca, Investitori Sgr, La Française des Placements, M&G, Nemesis AM, Pioneer IM, SCM Sim, Swiss&Global AM Sgr, Union Bancaire Privéee, VG.SA.