La ripresa economica mondiale è ancora incerta e la crescita è troppo lenta affinché si possano creare nuovi posti di lavoro.
Sono, in estrema sintesi, le conclusioni del G20 riunitosi a Cairns, in Australia, questo fine settimana, con i Big del pianeta che hanno ribadito l’impegno comune a spingere la crescita del Pil mondiale al 2% (oltre duemila miliardi) nei prossimi cinque anni.
Per centrare l’obiettivo, spiega il documento stilato dai leader delle venti economie più importanti a livello globale (rappresentanti circa l’85% della ricchezza mondiale), gli investimenti si concentreranno soprattutto sulle infrastrutture.

“Gli investimenti sono cruciali per rafforzare la domanda e spingere la crescita”, chiarisce il G20 nella relazione finale del vertice, facendo sapere di aver dato vita ad un’iniziativa per aumentare la qualità degli investimenti nelle infrastrutture, la Global Infrastructure Initiative, incentrata su un enorme database per aiutare gli investitori, attraverso una piattaforma condivisa, a trovare e partecipare a progetti in tutto il mondo.
Ma le banche centrali, dal canto loro, devono sostenere la crescita e scongiurare il pericolo deflazione.
“La politica monetaria – continua il documento conclusivo del vertice australiano dei Grandi della Terra – nelle economie avanzate continua a sostenere la crescita e dovrebbe affrontare, in modo tempestivo, quanto necessario, le pressioni deflazionistiche, in linea con il mandato delle banche centrali” (foto by InfoPhoto).