Un copione già visto, quello per la riunione numero 57 del G20 in Australia per il 2014. A Cairns, nel continente oceanico, si riunivano i ministri delle finanze e i governatori delle banche centrali delle 20 economie più avanzate nel mondo. Cosa ne è emerso? Che sono necessari investimenti nelle infrastrutture e servono riforme. L’Europa è uno degli imputati principali, perchè la crescita nel nostro continente è stata inferiore alle aspettative. E, tanto per cambiare, la Germania ha trovato ancora il modo di prendersela con l’Italia. Era abbastanza prevedibile, perchè a Cairns si trovavano due tra i falchi più rapaci dell’élite finanziaria teutonica: il presidente della Bundesbank Jens Weidmann e il ministro delle Finanze Wolfgang Schauble, cioè il braccio armato (in senso finanziario) di Angela Merkel.

Non vogliono mollare un centimetro sulla politica di rigidità dei conti pubblici. Il primo ha dichiarato: “E’ cruciale attuare riforme strutturali. L’attenzione non dovrebbe essere su misure di breve termine“. E il secondo ha aggiunto: “Deficit più alti non si traducono in una crescita maggiore. Semmai è il contrario“. Non hanno tutti i torti, ma soffocare il debitore non lo aiuta a pagare i suoi debiti. A Matteo Renzi staranno fischiando ancora le orecchie.

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