L’argomento delle carte di credito e dei bancomat usati come moneta elettronica, torna di moda oggi nel nostro paese, proprio mentre il governo sta per detassare le operazioni attraverso queste carte. Operare con bancomat e soprattutto con carte di credito, vuol dire far tenere traccia al sistema economico delle nostre spese. Come abbiamo spiegato nella descrizione delle carte di credito, infatti, i dati anagrafici dell’intestatario e le altre informazioni utili, sono conservate nella banda magnetica.

Ma come funzionano le carte di credito e perché sono qualche volta così “inaccessibili” per i correntisti tradizionali? Il bancomat è una carta collegata al conto corrente che prevede che si scalino dei soldi ogni volta che si effettua un’operazione finanziaria.

La carta di credito invece è uno strumento legato ad una linea di credito che la banca concede ai suoi clienti. Spiegando brevemente il suo funzionamento sarà più facile capire il tutto.

L’azienda che emette una carta di credito ne definisce nel contratto una serie di caratteristiche da proporre ai clienti che vogliono spendere soldi attraverso questo strumento.

Gli esercizi commerciali, attraverso le carte di credito, si pagano i servizi. L’azienda fornisce loro i dettagli del debitore. Quest’ultimo ha a disposizione una cerca cifra che può spendere nell’arco di un mese. Ad una data precisa, decisa per contratto, tutte le spese sono addebitate al correntista in un’unica soluzione (posticipate rispetto al momento della spesa).