Un articolo che sta facendo il giro del web riguarda la stabilità degli investimenti finanziari in Russia che sarebbe venuta meno dopo la rielezione di Putin. Ne parlano sia La Stampa che Wall Street Italia. Cerchiamo di approfondire l’argomento. Gli oligarchi e i magnati russi non vogliono speculare ma avere un sistema per investire in modo sicuro e stabile i loro guadagni. La stabilità è anche nel panorama politico. Eppure la terza rielezione di Putin non sembra rassicurante. Il premier russo è stato eletto assicurandosi 6 anni al Cremlino. Un potere che dura da 12 anni.

Eppure non basta agli investitori. A lanciare l’allarme è un report della Banca Centrale Russa che illustra una vera e propria fuga di capitali dal paese nel primo trimestre del 2012. Sono stati portati altrove ben 35 miliardi di dollari, una cifra raddoppiata rispetto all’anno scorso.

Entro la fine del 2012 potrebbero “emigrare” circa 80 miliardi di dollari. Una situazione simile, secondo gli esperti di storia russa, si era già avuta negli anni Novanta, proprio quando l’URSS era sul precipizio della crisi economica. Adesso c’è da capire se sia soltanto una reazione degli investitori o se al contrario i conti russi abbiano qualcosa da nascondere.

Ad ogni modo Putin dovrà affrontare la situazione al più presto.