Nel 2011 i casi di frode creditizia in Italia sono stati circa 22.100, in lieve aumento rispetto al 2010 malgrado l’ulteriore forte contrazione del numero di finanziamenti richiesti dalle famiglie (-19% i mutui ipotecari e -4% i prestiti). Ragguardevole anche l’impatto economico di questo fenomeno criminale: 1 frode su 4, infatti, ha prodotto un bottino superiore a 10.000 euro. E’ quanto emerge dall’Osservatorio sulle frodi creditizie stilato da Crif.

Previsioni di crescita del fenomeno anche nel 2012

Il fenomeno delle frodi creditizie, che si realizza mediante furto di identità e la conseguente richiesta di credito utilizzando illecitamente dati identificativi altrui o creando delle false identità, in Italia conferma avere dimensioni preoccupanti e, soprattutto, in costante evoluzione.

Le previsioni degli esperti di CRIF contenute nell’Osservatorio sono di una ulteriore crescita anche per l’anno in corso: per il 2012, infatti, l’aspettativa è di una escalation di frodi perpetrate con tecniche ancora più sofisticate, come ad esempio l’utilizzo congiunto di strumenti di finanziamento e di pagamento cross-market per un rapido riciclaggio. 

La tipologia di finanziamenti più colpita dal fenomeno delle frodi creditizie, ben nel 79,4% dei casi, si conferma essere quella dei prestiti finalizzati, che aumentano del 6,9% rispetto all’anno precedente e producono un bottino di oltre 6.100 €.

Rimane invece sostanzialmente stabile la quota di frodi sui prestiti personali, tipologia di finanziamenti che presuppone istruttorie automatizzate più approfondite da parte degli Istituti di credito in fase di accettazione, per le quali però si registra un aumento dell’8,1% dell’importo medio, che raggiunge i oltre 13.300 €.

Si conferma ancora contenuta, seppur in crescita, l’incidenza delle frodi portate a segno sui mutui ipotecari, che però determinano un importo medio pari a circa 74.000 € e punte, in alcuni casi, superiori ai 150.000 €.  Cala invece l’importo medio delle frodi perpetrate su carte di credito, che si attesta intorno ai 2.500 €. 

Altro dato estremamente allarmante presentato nell’Osservatorio CRIF è quello sui tempi di scoperta delle frodi (tempi di detection), che si sono ulteriormente allungati: nel 2011, infatti, solo nel 26,2% dei casi la frode è stata scoperta entro i primi 6 mesi, mentre nel 31,9% è stato necessario un periodo di tempo compreso tra 6 mesi e 2 anni. In preoccupante crescita sono anche i casi in cui la truffa viene intercettata addirittura dopo 3 anni (circa il 30% del totale).

Ovviamente, tanto più si allungano i tempi di scoperta, quanto maggiori saranno le difficoltà per la vittima nel ripristinare la propria posizione e più scarse saranno le possibilità di individuare l’autore del crimine.

Da un punto di vista socio-demografico, nel 2011 i due terzi delle vittime delle frodi creditizie sono risultate essere uomini (il 66,8% del totale), ma la quota di donne colpite da questo fenomeno criminale è risultata in forte crescita rispetto all’anno precedente (+25%). 

Inoltre, la fascia di età nella quale anche nel 2011 si è concentrato il maggior numero di casi è quella compresa tra 31 e 40 anni (con il 27% del totale), tuttavia è quella degli under 30 ad aver registrato il maggior incremento di casi rispetto al recente passato. Eppure sono proprio i giovani che teoricamente dovrebbero avere una maggiore sensibilità e consapevolezza verso questa tipologia di crimine, in quanto maggiormente esposti alla circolazione di propri dati personali sul web. 

La ripartizione delle frodi per regione conferma essenzialmente il trend registrato nella precedente rilevazione dell’Osservatorio: con il 23,7% dei casi la Campania resta saldamente al primo posto di questa poco invidiabile classifica, seguita da Lazio e Lombardia (rispettivamente con il 15,6% e l’ 11,4% del totale).

Se Umbria e Puglia hanno visto diminuire la quota di vittime di frode rispetto al totale nazionale, rispetto al 2010 si deve invece registrare una vera e propria esplosione di casi in Veneto (+77%), Liguria (+74%) e Friuli Venezia Giulia (+70%).

Valutando invece l’incidenza dei casi di frode rispetto al numero di residenti per regione, al primo posto si classifica ancora una volta la Campania seguita questa volta da Lazio e Abruzzo. Fanalino di coda, e quindi meno colpita, l’Emilia Romagna.

La dimensione del fenomeno risulta ulteriormente significativa se si considera l’incidenza dei casi rispetto al numero di finanziamenti concessi per regione: al primo posto di questa classifica si posiziona nuovamente la Campania, seguita da Abruzzo, Molise, Lazio e Calabria.