La Francia non ha il problema dello spread, gli economisti non sono ossessionati dai rendimenti dei titoli francesi e molti investitori non li ritengono degli strumenti d’investimento affidabili vista la scarsa redditività. Perché questa situazione?

Un articolo del Wall Street Journal ha cercato di spiegare perché la Francia non ha il problema dello spread. Sicuramente il differenziale con i titoli tedeschi è importante per italiani e spagnoli, lo stesso non si può dire per francesi, tedeschi, oppure per olandesi e belgi.

Per esempio, chi fino a qualche settimana fa comprava titoli tedeschi oppure olandesi, sapeva che alla scadenza dei titoli avrebbe avuto rendimenti negativi, quindi meno soldi di quanti ne avesse investiti. C’è stato poi un crollo del rendimento anche per i titoli francesi e belgi.

Eppure le economie di cui stiamo parlando non brillano come l’economia tedesca. In Francia e in Belgio pesano le manovre economiche che impongono nuove tasse ai cittadini, c’è un alto tasso di disoccupazione anche tra i giovani e si prevede un rapporto deficit/PIL più alto di quello previsto per il nostro paese.

Il Wall Street Journal ha spiegato che, dei rendimenti negativi di Olanda e Germania, possono beneficiare soprattutto i paesi “semi core” che con i loro rendimenti, seppure bassi, possono assicurare un piccolo rendimento, sicuro nel tempo.