Venti di cambiamento in Europa. In Francia il socialista Francois Hollande ha battuto Nicolas Sarkozy alle elezioni presidenziali, in Grecia sono crollati i consensi per i partiti pro-Ue e hanno trionfato i minori. Alle urne anche alcune regioni della Germania, dove la coalizione del cancelliere, Angela Merkel, ha perso consensi. Segnali, giunti dopo un fine settimana di voti, che mettono in discussione la politica finora adottata dall’Eurozona contro la crisi economica e che potrebbero mutare il panorama europeo nei prossimi mesi. Le Borse però hanno paura e non hanno accolto bene questi esiti elettorali. I mercati asiatici, i primi a reagire alla notizia, hanno chiuso tutte in territorio negativo con Tokyo in calo di quasi 3 punti percentuali. E le piazze europee si sono avviate in pesante ribasso.La vittoria del socialista Hollande (con il 51,7% dei voti) in Francia ha riportato la sinistra alla guida del Paese per la prima volta dal 1995. Ma è una svolta che potrebbe segnare un cambiamento anche sull’intero panorama europeo e in particolare su quell’asse Francia-Germania che finora ha guidato l’Eurozona. Dal suo discorso, tenuto ieri sera a Tulle, in Corrèze, nella sua circoscrizione elettorale, Hollande ha ribadito la sua posizione: “Porteremo il cambiamento in Europa, l’austerità non è una fatalità”. la sua missione è infatti la crescita.

Un segnale contro il rigore e l’austerità è giunto anche dalla Grecia, dove hanno trionfato i partiti minori, la sinistra radicale di Syriza insieme ai neonazisti di Alba d’oro, che hanno sorpassato la soglia del 7% entrando così per la prima volta in Parlamento. A perdere, anzi a crollare, sono stati i due maggiori partiti, Nuova Democrazia e Pasok, che da 40 anni dominavano la politica del Paese.

Infine, in Germania e in particolare nello stato dello Schleswig-Holstein. Qui lo schieramento di Angela Merkel ha mantenuto la maggioranza ma potrebbe cedere il governo alla Spd. La Cdu del cancelliere tedesco è ancora il partito maggiore nella regione settentrionale della Germania ma è sceso al 31%, segnando il peggior risultato in questo stato dal 1950. L’Spd ha guadagnato consensi ottenendo il 29,9% dei voti. A questo punto un test importante per lo schieramento della Merkel sarà il voto di domenica prossima nella regione del Nord Reno Westfalia, lo stato più popoloso e industriale della Germania.