Le deboli prospettive dell’economia internazionale hanno pesato oggi su Wall Street, che ha registrato il secondo calo consecutivo. A pesare, oltre alle solite incertezze sulle prospettive dell’area Euro, sono stati i segnali di rallentamento del settore industriale arrivate dalla Cina, dall’area Euro e dagli stessi Stati Uniti. Alcuni esperti hanno puntato il dito anche contro la raccomandazione di Goldman Sachs di vendere lo S&P500. Il Dow Jones Industrial è arretrato dell’1,96%, il Nasdaq del 2,44% e lo S&P500 del 2,23%.

Penalizzati i titoli più legati all’andamento del ciclo economico

Oggi ci sono stati segnali molto negativi sulle prospettive del settore industriale. In Cina, il PMI manifatturiero ha segnalato una contrazione del comparto per l’ottavo mese consecutivo e l’omologo dato tedesco è sceso su un valore in linea con una forte contrazione del settore. In USA il Philadelphia Fed è sceso inaspettatamente ed ha segnalato una contrazione del per il secondo mese consecutivo. Ad aggiungere incertezze allo scenario economico statunitense è stato il rialzo delle richieste di sussidi di disoccupazione. Tutti questi dati hanno rafforzato la pessima visione sulle prospettive dell’economia evidenziata ieri dalla Fed.

Tutti 10 gruppi settoriale dello S&P500 hanno chiuso in ribasso. In particolare sono scese le risorse di base e gli energetici per il calo delle quotazioni delle materie prime. Alcoa, ad esempio, è scesa del 4,1% e Chevron del 3,5%. Bed Bath & Beyond ha perso il 17% dopo avere rivisto al ribasso le stime per il secondo trimestre.